La Storia: il tesoro del Futuro
Inserire il nuovo Polo culturale di S. Agostino di Modena, cancellando il passato di un edifico che ha contribuito alla storia urbana e sociale di questa città, sarebbe un atto di violenza e di arroganza. Un atto contrario non solo al dialogo con il Palazzo dei Musei e con la Piazza di S. Agostino, ma alla stessa Modena del futuro.
Se nessuno mette più in discussione l’intangibilità dei Monumenti, non è oggi di minore importanza il rispetto per tutti quegli edifici che nel loro insieme fanno anche di una strada o di un quartiere un Monumento.
Il nostro progetto discende da questa premessa e al contempo dalla convinzione che questo dovrà creare una nuova architettura innestata entro mura antiche. Un progetto capace, dunque, di interpretare e trasmettere la storia tenendo i piedi nel nostro tempo - ricordando che esso nasce dal passato - e gli occhi rivolti al futuro.
Noi vogliamo conservare e innovare. Ed è lo stesso complesso monumentale di S. Agostino a dirci come superare questa contraddizione dialettica. Il complesso, che a causa dei molti adeguamenti funzionali ha subito – soprattutto all’interno – degradanti trasformazioni, non potrà infatti essere utilmente recuperato solo con un restauro filologico. Perché ciò sarebbe insensato oltre che impossibile.
Noi vogliamo conservare e innovare: dialogare con il carattere monumentale dell’edificio, rifiutando di tradire l’inarrestabile forza evolutiva del tempo.
Il nostro progetto si propone:
- Di liberare i fabbricati che compongono il complesso monumentale di tutto ciò che ne ha inutilmente alterato l’essenza.
- Di ricostruire tutte quelle antiche parti necessarie a ritrovare l’intimo carattere spaziale del complesso
- Di coprire la corte triangolare del complesso con una sofisticata struttura retta da pilastri autonomi rispetto al perimetro in muratura, trasformandola in sala di lettura della Biblioteca Estense e, disponibile a divenire, quando richiesto, spazio pubblico, aperto a eventi culturali rivolti alla città.
- Di creare un nuovo volto per la corte/sala di lettura, con un velo di cilindri metallici - che recano sulla loro superficie i segni degli alfabeti - teso dinnanzi alle storiche facciate. Argentei e rilucenti, una leggera superficie, mossa e sensibile, dipinta dalla luce, Il nuovo Volto le vela delicatamente, consentendone la visione ma al contempo fornendo alla sala di lettura una sua nuova e unitaria identità: un grande scrigno scintillante che racchiude le stratificazioni della storia.
- Di costruire un apposito spazio espositivo dove custodire e mostrare i tesori della Biblioteca Estense, prima tra tutte la Bibbia di Borso D’Este.
- Di sospendere* alle volte ricostruite delle antiche infermerie - trasformate in sale di lettura - i bozzoli protettivi – vere teche microclimatizzate - contenenti le storiche scaffalature della Biblioteca Estense, facendole diventare il visibile, prezioso cuore simbolico della nuova Biblioteca.