Dal 30 giugno al 30 settembre 2010 la mostra fotografica Baby-Vintage ’60, connubio tra arte, eco-design e fotografia, ha racchiuso in 360 scatti le atmosfere degli anni ’60 interpretate da 80 bambini.
L’ obiettivo dell’ exhibit è sperimentare nuovi stili e tecnologie; inventare nuovi approcci al mondo della progettazione anche bio-compatibile negli allestimenti attraverso la contaminazione di vari settori dell’espressione artistica; ideare nuovi percorsi emozionali fruendo gli spazi della tradizione in maniera alternativa per suscitare ricordi e sensazioni personali; creare una vera e propria rete tra il progetto, il prodotto, ed il pubblico.
Un allestimento fiabesco che ha introdotto lo spettatore al tema degli anni ’60, epoca del Boom economico, rivisitati e interpretati dai bambini, un percorso espositivo che, partendo dalle motivazioni del disorientamento della società attuale ed in primis delle generazioni più giovani, porta alla rappresentazione di una proposta culturale di riscatto della società attraverso un messaggio di ottimismo.
In quest’ottica la mostra Baby-Vintage ’60, patrocinata dalla Città di Battipaglia, mette in scena cinque temi: la moda, il tempo libero, la musica, il gioco, e l’uomo sulla Luna, in cinque stili fotografici con cinque tecniche differenti.
L’allestimento non è un percorso obbligato di tipo tradizionale, ma un unico spazio aperto, che lascia libero lo spettatore di visitare la mostra partendo da qualsiasi parte della sala. Una spirale al centro, segno a terra e fulcro della mostra, dal quale si dipartono i cinque percorsi, come i raggi di un sole, con i cinque colori che contraddistinguono i temi della mostra. Bande di colore corrono lungo i pannelli e i tavoli che espongono le foto, e scritte a terra come quelle di un bambino, individuano l’ambito di riferimento, cosicchè il visitatore in qualsiasi momento saprà quale è il tema che sta visitando. Un missile, unico elemento verticale e simbolo degli anni sessanta a ricordo del mitico approdo sulla Luna da parte dell’uomo, ed un intramontabile gioco da cortile, la campana, reinterpretata attraverso i ritratti dei bambini, mettono il visitatore al centro dell’exhibit che diventa parte attiva ed integrante dell’evento stesso, protagonista assoluto.
Un cantiere di idee che vede il coinvolgimento di un team di professionisti: sarti, truccatori, stilisti del capello, fotografi, grafici e progettisti, invitati a progettare pezzi unici per ricostruire l’ambiente e il clima dei “favolosi anni ’60”. L’ allestimento in chiave vintage, ha preso vita presso la Fabbrica dei Sapori, antica fabbrica conservatoriera restaurata e trasformata in centro polifunzionale.