In Italia il rispetto per la tradizione, l'arte ed il paesaggio passano spesso e volentieri per imposizioni e convinzioni banali se non ridicole. Ci si trova quindi molto spesso a parlare e, peggio ancora, a far giudicare i propri progetti da amministrazioni non preparate ma sicure della propia convinzione di sapere piu di altri, cosa sia il bello e cosa il brutto in termini assoluti. Quasi sempre il bello coincide semplicemente con l'imposizione all'utilizzo di soluzioni tecnologiche obsolete ed in alcuni casi inutili. In questo caso, come quasi sempre succede nei territori come quello in cui insiste l'intervento, vi era l'obbligo di utilizzo del tetto a falde. Costretti ad utilizzare questo metodo si e' deciso di farlo ribaltandone la forma classica. L'edificio parte da una forma cubica, come fosse un blocco grezzo di materia, scavato dal tetto ribaltato accentuandone l'utilizzo ed il significato di ribellione alle regole inutili. Oltre all'aspetto simbolico si e' anche ottenuto un'indubbio vantaggio funzionale. Le falde sono state disegnate in maniera tale da accogliere il sole, per ottenere energia ed acqua calda, molto meglio che non nel caso di un tetto tradizionale evitando la possibilita' di ombreggiamento dei pannelli in tutto l'anno.