Le suggestioni che hanno conformato il progetto: la Chiesa esistente ed il suo retro, l'elemento esterno maggiormente degno di considerazione: una presenza incombente da cui l'intero spazio trae senso; l'esplosione dei colori e delle forme, le linee ed i saturi colori di Grottaglie: linee rette, volumi semplici, colori chiari, materiali autoctoni; le cave di tufo: la Grottaglie in negativo, le pareti scoscese portano i segni dei tagli, una uniforme trama che articola le superfici; i muri a secco di divisione tra le proprietà nella campagna, segni che da ogni punto di vista si stratificano intersecandosi con i tronchi degli olivi; i materiali: il cotto, la pietra bianca, il carparo, il giallo, il blu, il verde, le ombre nette, gli olivi ed i fichi d'india.
Il progetto pensa ad uno spazio inedito, un bosco che nasce dalla pietra, un bosco in cui muoversi e sostare, parlare seduti e ripararsi dal sole.
Un bosco di varie essenze arboree che nasce da un pavimento uniformemente variegato, un tessuto fatto di tre materiali e tre formati che si ripetono con moduli da 2 metri.
La pavimentazione, un ampio vassoio che abbraccia la Chiesa rendendola partecipe della composizione rispetto al quale emergono gli elementi del progetto: il muro di fondo ed il volume dei servizi pubblici, posto come contrappunto alla facciata della Chiesa, in parte rivestito di pietra, in parte di listelli di cotto, un elemento reso parzialmente permeabile dalla presenza di alcune bucature; il sistema delle panchine, pensate come increspature della superficie, i corsi e i ricorsi della pavimentazione che si alzano rivestendo i parallelepipedi di muratura; il sistema degli alberi: di cinque essenze/forme diverse, che vanno a formare una serie articolata di spazi vuoti per la sosta e di percorsi per muoversi nella piazza e tra i vuoti; il sistema delle luci, che sottolinea gli elementi della piazza; il sistema delle aiuole ed il sistema degli inserti al pavimento (in frantumi di maiolica smaltata con i colori tipici e in pietra bianca) concludono la composizione.
Tutto l’iter progettuale e realizzativo del progetto è stato caratterizzato dalla ricerca costante del rapporto tra l’opera e il territorio.
La scelta per questo cade (oltre l’uso del cotto naturale per cui Grottaglie è famosa nel mondo) su tre tipi diversi di pietra: la pietra Santafiora, il bronzetto di Apricena, il Biancone di Apricena.
Le ultime due sono parte integrante delle terre pugliesi, sono parte integrante del paesaggio circostante; la prima ha colore e consistenza tipica del tufo delle cave che costellano Grottaglie.
Un tessuto duro e consistente, in tre materiali e in tre formati che si ripetono con moduli da due metri sul quale si innesta un bosco di differenti essenze arboree.
Un bosco che sembra così nascere dalla pietra, da un pavimento uniformemente variegato.