Tiberio fece realizzare 12 ville sull'isola di Capri in modo che dall’una si potesse ammirare l’altra, Platone definì la bellezza come rapporto, proporzione.
Secondo il filosofo greco un oggetto è bello se può entrare in rapporto con noi ed il mondo se questo non dovesse accadere l’oggetto non possiede bellezza.
Il progetto del Museo nasce dalla volontà di non poter prescindere dalla presenza dell’edificio del municipio e dalla fortezza cercando quindi di instaurare in “dialogo” con queste due presenze.
La forte visibilità che essi hanno dal mare ha suggerito la volontà di creare un altro polo che potesse richiamare l’attenzione.
Il forum artis, che chiude il fronte sud della piazza che si viene a formare tra il municipio a la fortezza, con la sua luminosa sala di alabastro diventa faro e quindi punto di riferimento dal mare e dalla città.
La nuova costruzione crea con le preesistenze (l’edificio del Nobel e l’edificio della stazione) degli accessi che conducono il visitatore alla piazza del museo. Questo spazio, che ospiterà anche delle opere d’arte, diviene un luogo filtro tra città e il nuovo polo.
Al Museo accediamo mediante un grande foyer d’ingresso. Quest’ area, che nella sua geometria si ripete anche al primo piano, ospita i collegamenti ai vari livelli e funziona come spazio di orientamento per il visitatore che potrà scegliere il percorso da seguire.
Dal foyer abbiamo accesso sia alla zone espositive che al bar e alla libreria, mentre da un’entrata secondaria, posta lateralmente all’ edificio, possiamo raggiungere facilmente la biblioteca e i laboratori.
IL caffè è caratterizzato dalla forte longitudinalità e dalla presenza di una vetrata che prospetta sulla piazza del museo. Alle spalle del caffè abbiamo l’esibizione di design-art and craft che sarà ospitata in un susseguirsi di stanze che favoriscono la lettura delle opere e facilitano la comprensione del percorso.
Al primo piano troveremo invece l’esposizione permanente d’arte moderna e di arte contemporanea Questa’area è caratterizzata dalla presenza di 4 corti di dimensioni ridotte dove potranno essere collocate delle sculture. Il più grande dei cortili è collegato, mediante una rampa, alla terrazza da cui è possibile accedere anche ai due sunken gardens.
L’intero edificio di pietra appare sormontato dal volume traslucido della sala di alabastro che troviamo al terzo livello.
E’ possibile accedervi o dai due corpi scala o dalla terrazza su cui sono previste delle installazioni.
Questo spazio, illuminato dalla particolare luce che attraversa le pareti in alabastro, diventa uno spazio espositivo non convenzionale.
I corpi di collegamento suddividono la sala in tre parti, la porzione compresa tra questi due elementi potrà diventare o anch’essa sala espositiva o
un’area lounge in cui poter leggere un libro o prendere un caffè. In corrispondenza della zona bar si apre una finestra da cui poter godere della vista e al tempo stesso mettersi in relazione con la città.
Le pareti che chiudono la sala in questione sono realizzate con delle sottili lastre di alabastro montate su supporti in vetro. Per filtrare o oscurare la luce esterna, qualora sia necessario, è previsto un sistema di schermatura solare che regola la luminosità.
Nella parte posteriore dell’edificio sonno alloggiati gli spazi prettamente funzionali.
Progettazione
- klaus schuwerk, Capogruppo
- Jan Kleihues, Capogruppo
- kleihues + schuwerk, Capogruppo
Consulenze
- structural design: Prof. Dr. sc.techn. Mike Schlaich schlaich bergermann und partner Stuttgart . Berlin . New York , Strutture
- energy design: Prof. Dr.-Ing, e.h. Klaus Daniels HL-Technik Engineering Partner GmbH, München, Impianti
- lightening design: Jan Dinnebier, Berlin, Illuminazione
- museum consultant: Massimo Negri, Kriterion, Milano. , Altri consulenti
- fire prevention: hhpberlin, Ingenieure für Brandschutz GmbH Dipl.-Ing. Matthias Thiemann , Sicurezza