ALBERGO DIFFUSO ROSCIOLO DEI MARSI
M A N I F E S T O
Arrivati in paese, da subito abbiamo avvertito l’esigenza di collocare in una precisa dimensione tematica tutte le valutazioni possibili, ancor prima di capire di quale tipologia e di che casistica di interventi stessimo parlando.
Un contesto molto forte e molto consolidato sotto il profilo del patrimonio storico-architettonico, privo però di particolari differenze specifiche dagli altri centri abitati circostanti. L’identità più forte di Rosciolo gli è conferita dal fatto di essere ascritto al territorio dei pesi della Marsica.
I punti di forza della tradizione di questo paese sono probabilmente gli stessi che colorano le usanze dell’intero territorio marsicano e sicuramente quelle di maggior interesse turistico. (grafico1)
> L’INIZIO NON E’ IL DATO DI FATTO:
provando a ragionare in controtendenza rispetto a quanto ereditato dallo stato di fatto (compresi gli altri insediamenti limitrofi), abbiamo simulato una condizione virtuale per cui tutto il territorio avesse già portato a termine i processi potenziali di rivalutazione dei borghi antichi, secondo la formula dell’albergo diffuso. (grafico2)
Tale proiezione ci ha indotto a sostenere la tesi secondo la quale, a parità di albergo diffuso e a parità di “tipicità diffusa” sarebbe venuta a mancare la discriminante a favore di quello che comunemente si chiama imbarazzo della scelta. (grafico3)
L’albergo diffuso per statuto proprio si affranca dalle tendenze di omologazione del turismo di massa, promuove nuovi scenari del viaggio emozionale, immerso nei valori della tradizione vernacolare, mostrandosi sensibile all’aroma del folklore autentico, alla ritrovata e nuova semplicità di una vita che, per un momento, riscopre i naturali ritmi biologici di condotta.
Si potrebbe tuttavia scivolare nella tentazione di isolare certi aspetti più appetibili a scapito di altri. Fenomeno (quello della globalizzazione) già largamente diffuso, che compie il setaccio non in base alle qualità reali, ma in ragione della massimizzazione dei tornaconti e degli interessi privati, di cui la contropartita, sebbene ciò significhi crescita del mercato, ingeneri la perdita delle differenze specifiche.
Siamo dell’idea che il compito dell’albergo diffuso non sia quello di dare evidenza a ciascuna differenza, poiché non necessariamente l’intero repertorio dei valori locali è suscettibile di apprezzamenti economici; pensiamo invero che esso debba custodire segretamente le sfumature della tradizione del contesto nel quale si colloca. (grafico4)
Rispetto al sostrato delle qualità locali la posizione dell’albergo diffuso deve essere di livello superiore. Un livello di maggiore complessità funzionale, che abbia forza segnaletica tanto da innescare un richiamo necessario ma non sufficiente, affinché l’albergo diffuso non diventi veicolo di tipicità diffusa. Si tratta in buona sostanza di creare valore aggiunto. (grafico5)
La prima volta che ci siamo recati a Rosciolo per il sopralluogo,abbiamo rilevato oltre l’inevitabile senso di stasi del tempo, un certo piacere nel vedere che gran parte della nostra attenzione prediligeva la ricerca del particolare, la visione del dettaglio, trascurando quella d’insieme. Quando nell’impianto urbano l’edificato è un cluster molto denso, la riflessione si predispone quasi naturalmente sull’unità singola della membratura la cui scoperta avviene in modo del tutto non previsto quasi “serendipicamente”.
Noi pensiamo cha la sovrapposizione a questo ricco campionario di micro-manifestazione particolari, di un livello opportunamente concepito e analizzato sulla base dei fattori provenienti dalle varie compagini di esame sul territorio, possa facilitare la messa a sistema delle singole parti, a individuarle e leggerle come tali e in quanto appartenenti ad uno specifico quadro di riferimento. (grafico6)
PLUSVALORE
Pensare di voler restituire a Rosciolo la quotidianità perduta, attraverso politiche di amplificazione coatta delle qualità tipiche locali sarebbe da ingenui; sarebbe inoltre anacronistico mostrare recrudescenza verso quelle che comunque sono i canali del turismo globale. La nostra proposta prevede l’iniezione di funzioni anchors di carattere più generale, che fungono da catalizzatrici e assicurano all’albergo diffuso, soprattutto per i primi tempi, un flusso sicuro di utenti ancora non perfettamente consapevoli del genere di offerta turistica che l’albergo diffuso offre. Chiaramente, nessuna delle nuove funzioni deve poter snaturare lo spirito di autenticità dei luoghi. Queste devono essere il prodotto di un attento lavoro critico condotto, in base a criteri di compatibilità delle attività che già caratterizzano il territorio e, di quelle eventualmente di nuova introduzione.
Il punto di partenza, può essere quello per esempio di trovare nuove declinazioni dell’albergo diffuso:
> ALBERGO DIFFUSO – TEATRO DIFFUSO – MUSEO DIFFUSO
L’albergo diffuso può essere inteso come una rappresentazione teatrale a scala urbana, dove ogni attore fa mostra delle proprie arti, delle proprie capacità. Attraverso un giusto coordinamento dell’esistente con le attività di supporto e di integrazione, si vuole in qualche modo, aumentare il grado di “disordine” per accrescere il livello di attenzione.
L’albergo di Rosciolo deve essere una grande lente dalla quale focalizzare i minimi particolari, gli stessi particolari che da soli non possono garantire la sopravvivenza dell’albergo diffuso.
Danze, spettacoli, teatrini, mercati, belle arti, musica, artigianato, prodotti tipici, gastronomia, devono poter trovare sistemazione permanente all’interno delle stanze dell’albergo verticale. L’albergo diffuso deve, non tanto creare la condizione stabile di deputare ad ogni angolo del paese una precisa connotazione, ma incrementare la predisposizione di spazi indefiniti, flessibili, adattabili, mutevoli, a seconda degli eventi, delle persone, delle stagioni, delle richieste, dei cambiamenti del trend di mercato. Deve potersi ogni volta rinnovarsi self-made.
Questo intendiamo per plusvalore; rispetto all’energie immediatamente fruibili preferiamo che esse invece di essere cristallizzate e decantate più di quanto realmente sia il loro valore, vengano censite, tesaurizzate, archiviate per poi farne uso “indiscriminato”, gioioso, spensierato, disinvolto, naturale. (grafico7). Creare un database degli usi e dei costumi locali da gestire in funzione delle nuove tradizioni del turismo.
- Museo diffuso
Bisogna non interrompere la produzione di senso del luogo. Questo può avvenire non tanto affidandosi all’eccellenza di questa o quella architettura, alla qualità cioè del progetto finito, ma fare attenzione ai processi che innesca un progetto pensato intorno alla dimensione dell’allestimento. Un progetto/processo che lavora come un filtro a cinque dimensioni; oltre a quelle dello spazio euclideo e alla variabile temporale ne introietta un’altra che è la partecipazione attiva dei soggetti.
Nell’ipotesi auspicabile di ampliamento futuro dell’albergo diffuso, alcune stanze di esso potrebbero essere pensate come dei laboratori didattici in cui l’individuo partecipa alla formazione di plusvalore e, successivamente mette in mostra il frutto del proprio lavoro. (grafico8)
Teatro diffuso
L’etimologia greca del termine significa spettacolo.
Una rappresentazione teatrale utilizza una combinazione variabile di parole, gestualità, musica, danza, vocalità, suono e potenzialmente ogni altro elemento proveniente dalle arti performative. Il teatro può avvenire anche fuori dagli spazi consueti, in ogni luogo dove sia possibile, raccontare una storia o catalizzare l’attenzione di un pubblico.
Spazio/tempo: lo spettatore stesso concorre a determinare il tempo comune dell’evento teatrale di per se irripetibile, anche durante le repliche dello stesso spettacolo. Si può quindi parlare di tempo teatrale come di una esperienza transitoria in cui si incontrano il tempo dell’esecuzione con quello della fruizione (wikipedia).
Prendendo a prestito da Bertold Brecht la definizione di “Teatro Epico”, si potrebbe a tal punto parlare di “turismo epico”, fatto di pause, interruzioni della trama, manomissioni estemporanee della sceneggiatura e coinvolgimento della platea; un turismo anti narrativo, anti “gastronomico” e più discorsivo.
Questi esperimenti di “turismo partecipato”, si dimostrano vantaggiosi se le forme di partecipazione si distribuiscono in intervalli dilazionati di tempo. L’esperienza spazio/tempo, che l’albergo diffuso offre, si potrebbe estendere a cicli di permanenza che si reiterano nel tempo e che, costruiscono una trama, una filologia che si svolge a puntate e si conclude in arco di tempo più lungo della classica settimana di vacanze.
Ci riferiamo alla possibilità di mettere in atto una sorta “deterrente buono” che esorti il turista a tornare per riprendere le parti di una storia il cui inizio risale magari all’estate prima. Si potrebbero per esempio attivare dei laboratori che richiedano, a fronte di agevolazioni sulle tariffe, l’impegno a ritornare l’anno o la stagione successiva, attuando le pratiche della fidelizzazione.
L’albergo deve portare a termine la “missione” di instaurare e incentivare le dinamiche di trasformazione del contesto fisico e del contesto socio-economico e conservare il suo ruolo di volano. Basato su un modello di governance totalmente focalizzato sull’obbiettivo generale, in grado di coinvolgere in questa missione, imprenditori, investitori, cittadini, forza lavoro, ricercatori, professionisti e gli stessi turisti nel duplice ruolo di protagonisti del cambiamento, e allo stesso tempo, beneficiari dei risultati positivi creati.
POLITICHE PER IL COORDINAMENTO DELLO SVILUPPO: INDIVIDUAZIONE DEL RUOLO PRECIPUO DI ROSCIOLO DEI MARSI RISPETTO AGLI ALTRI POLI DEL SISTEMA.
Le politiche guida del progetto sono:
1. interconnessione:(albergo diffuso territoriale) convenzioni e gemellaggi fra i paesi vicini, politiche di intersviluppo.
2. tutela e conservazione del territorio: attenzione ai processi produttivi a basso impatto ambientale.
3. tutela e conservazione del territorio: non solo finanziaria; attenzione all’uso dei sistemi energetici rinnovabili e ecocompatibili. L’albergo diffuso è un esempio di come certi progetti si “auto-producano” reinvestendo senza intermediazione le somme, soprattutto quelle iniziali, nell’espansione dell’ organismo edilizio o direttamente nella produzione, ingenerando inoltre la crescita del territorio e dei settori contigui.
4. qualità: qualità dell’ambiente, dei prodotti, delle risorse umane, del legame con il territorio, dell’innovazione, dell’approccio eticamente sostenibile, parametri che definiscono la soft-economy, Vale a dire un’ economia basata non solo sulla conoscenza e sull’ innovazione, ma anche sull’ identità, la storia, la creatività e la qualità.
5. valorizzare invece di recuperare: il concetto di valorizzazione sta a significare, che la riqualificazione fisica degli edifici deve essere accompagnata da azioni rivolte alla promozione di attività produttive, culturali, formative, turistiche, commerciali e al coinvolgimento della comunità residente. Quindi un complesso di azioni integrate si scala intercomunale a formare reti territoriali.
MENU: ATTIVITA’ E FUNZIONI CHE CATALIZZANO L’ATTENZIONE E STRUTTURANO L’ALBERGO DIFFUSO.
L’articolazione del palinsesto programmatico è un aspetto centrale il vero, dal quale dipende il successo del progetto. La ricerca dei fattori veraci, espressione della cultura sedimentata è sempre piuttosto problematica poiché, necessiterebbe lunghi e ricorrenti periodi di soggiorno nei luoghi dai quali provengono, o conversazioni prolungate e dettagliate con gli abitanti del posto. Ci limitiamo in questa fase di stesura preliminare a delineare le intersezioni, a ipotizzare nuove modalità di svolgimento delle attività e a proporre eventuali integrazioni. Con la ferma intenzione di non voler stravolgere le usanze locali abbiamo provato a ibridare le attività autoctone con delle attività di nuova concezione;
> attività autoctone
Attività agricole specializzate + produzione agroalimentare (prodotti tipici delle colture Marsicane).
Subito dopo la bonifica nella piana del Fucino si coltivavano questi prodotti.
o Patate
o Bietole
o Cereali
Produzione importante, centri specializzati per il trattamento delle carote. Nell’ultimo ventennio la produzione agricola del Marsicano si è spostata sull’ortaggio, e in particolare sulla carota, tanto che al Fucino è stata assegnato il primato sull’intera produzione nazionale con percentuale pari al 30% rispetto alla produzione totale.
o Carote
Varietà che hanno prese piede per via del loro speciale adattamento al clima locale mai siccitoso nel periodo estivo.
o Radicchio Rosso
o Finocchio
o Cavolfiore
Coltivazione del fiore “crocus sativus”, dal quale viene estratto lo zafferano. Per coltivare questo fiore occorre un’altitudine compresa fra i 600 e i 1000 metri, clima temperato e terreno argilloso.
Nel 1890 la coltura dello zafferano si praticava in 24 comuni (oggi, si coltiva quasi esclusivamente a Navelli).
o Zafferano
o Vini e oli di produzione locale accompagnate da consegne didattiche dei contadini produttori e scambi in piccola quantità, a titolo simbolico, del prodotto con la richiesta di collaborazione dal produttore al turista.
o Miele e derivati; da sempre ai vertici della categoria il miele marsicano: miele di timo, di castagno, di mmarrobio, di acacia o dalle varietà multifloreali, pappa reale, polline o la propoli. Dai derivati si possono ottenere candele in cera d’api purissima.
o Salumi formaggi tipici:
turismo rurale
Il termine rurale indica forme di vacanze svolte in contesti campestri. Può comprendere:
o Turismo equestre: oltre che andare a cavallo si potrebbe insegnare al turista i modi attraverso i quali prendersi cura dell’animale, in modo che possa inteso non solo come diversivo turistico ma come una sorta di compito giornaliero.
o Escursioni e itinerari: alle più classiche visite guidate sul Monte Velino, oppure quello che va da Passo le Forche fino alla capanna Service, si potrebbero organizzare guide nelle aree boscose circostanti, per la raccolta dei funghi, delle castagne, dei tartufi, oppure visitare in tour le fontane di Rosciolo.
o Visite ai pascoli: familiarizzare con gli animali, unitamente alla visita degli stabilenti presenti nel territorio, caseifici, fattorie, aziende agricole.
folkore
o vigilia dell’epifania
o distribuzione del pane benedetto
o processione del lunedì dell’Angelo
o festa patronale SS. Barnaba e Mattia
o festa patronale di Santa Costanza
o sagra degli gnocchetti
o racconti della tradizione rosciolese
o rassegna fotografica storica
o parata dei personaggi illustri e famosi
o mostra degli artisti di Rosciolo e dintorni
o giochi e tradizioni di un tempo
(grafico)
> attività di nuova concezione: introduzione di fattori innovativi a supporto del sostrato preesistente.
o Mostre e eventi ludici a carattere meno specifico in qualità di funzione di ripiego e riempimento di momenti altrimenti inattivi.
o Entertainment classico: eventi cultural-mondani, cineforum, live music, serate danzanti, spettacoli teatrali, giochi circensi, animazioni per bambini, mercatini, itinerari enogastronomici. (grafico)
TARGET DI RIFERIMENTO
Il progetto dell’albergo diffuso si rivolge principalmente a una classe di turisti evidentemente sono interessati ad un certo tipo di vacanze, tuttavia esso consiste in un importante generatore di energie interdisciplinari, mettendo a sistema diverse categorie di soggetti:
o Cittadini: che potranno beneficiare dei miglioramenti apportati al territorio di casa propria, investire in modo diretto nelle opportunità di progetto attraverso la vendita l’affitto di immobili di proprietà, all’albergo diffuso oltre che, godere dei possibili sbocchi occupazionali che una struttura alberghiera offre di per se.
o Giovani: sono un importante risorsa da attirare e trattenere. Il futuro prossimo al quale sarà affidata la gestione dell’albergo diffuso e quindi il passaggio della tradizionali alle generazioni a venire.
o Imprenditori: stabilire partenariati con la classe imprenditoriale è importante soprattutto nella fase di partenza in cui c’è maggiore richiesta di capitale e assicurazione contro i rischi.
o Turisti: carattere “elitario” proteso ad un segmento specifico di turisti attirati dal contatto con la natura e dai sapori tipici; dalle soluzioni ricercate, dall’alta qualità dei comfort materiale e immateriale a prezzi non proibitivi.
CUSTOMIZZARE
Per aumentare il clima di ospitalità e accoglienza, l’albergo diffuso potrebbe offrire ai propri clienti, camere di default da personalizzare a piacere a seconda dei propri gusti e del proprio benessere percettivo. Cambiamenti di rapida esecuzioni svolgibili dagli operatori dell’albergo diffuso e controllati dai clienti da un sito internet pensato per consentire la simulazione delle scelte personalizzate. Tali scelte potrebbero riguardare:
o La scelta dei tappeti
o La scelta dei tendaggi
o La scelta dei set di asciugamani e coperte
o La scelta delle lampade
o La scelta delle apparecchiature elettroniche (telefono, televisore etc.)
o La scelta di arredi complementari che rievochino l’atmosfera originaria delle antiche camere (vecchie chiavi, attrezzi agricoli di piccolo e medio taglio, setacci, brocche, piccoli manufatti in terracotta, fiaschette, anfore, etc.)
o (nella forma e nei colori previsti)
Si tratta di una serie di personalizzazioni “deboli” che non stravolgono la natura degli spazi, anche per ovvie ragioni di fattibilità; piccole operazioni di accorgimento ottico e percettivo in grado di sviluppare senso di appartenenza e la sensazione di sentirsi a “casa propria anche lontano da casa”.
DESCRIZIONE DI PROGETTO: Elenco degli interventi principali
Consolidamento dei muri preesistenti
Iniezioni di malta per le membrature verticali; perfori armati per il miglioramento delle strutture murarie di fondazione; tecnica del scuci-cuci per il ripristino della continuità muraria nei tratti lesionati; Idropulitura del mantello murario; Stilatura
Sistemi tecnologici
Raccolta delle acque piovane,pannelli radianti,tetto ventilato,Infissi ad alta efficienza, tegola fotovoltaica: (la tegola fotovoltaica, serve da elemento di copertura e da generatore di elettricità. Questa speciale tegola incassa all’interno di essa un modulo fotovoltaico, ed avendo la stessa forma e modularità delle normali tegole, le sostituisce conferendo così al tetto un aspetto meno impattante dal lato estetico.)
Soluzioni di progetto
Scatola interna in legno: scheletro portante in legno lamellare e tamponature in legno (vedi tav.3 punto 7).
Materiali: i materiali maggiormente impiegati per la realizzazione delle opere previste sono il legno e la pietra ma in misura molto minore poiché per le opere in muratura in pietrame sono previste la demolizione parziale delle partiture interne tanto da consentire l’inserimento della scatola interna, e il ripristino di quelle di cui si è prevista la conservazione. Nella maggior parte dei casi legno viene lasciato faccia vista, eventualmente solo leggermente smaltato con prodotti naturali. Per gli intonaci rustici sono usati inerti a grana medio grande in maniera da conferire caratteri di rugosità e matericità alle superfici; con aggiunta di pigmentazione per le parti colorate. I pavimenti sono in tavolato non lavorato di taglia e finitura irregolare; per i pavimenti dei locali igienici sono utilizzati piastrelle quadrate nei colori bianco e nero opaco posate a scacchi. La scelta dei materiali e delle colorazioni superficiale conferisce un senso di tepore domestico e accoglienza familiare tipico dei paesi di montagna.
volte: realizzate in cartongesso e rivestite di intonaco colorato sono la riproposizione del tema dell’arco e della volta che originariamente caratterizzavano la maggior parte degli ambienti. La volta è inoltre il supporto degli elementi puntuali per l’illuminazione degli ambienti.