L’idea è nata e si è formata da un riscontro storico sulla genesi dell’edilizia contadina nel nostro territorio, ma di un’edilizia “colta”, nelle forme e nelle soluzioni spaziali, fino a diventare quasi “urbana”.
Così ha preso forma una grande “quinta prospetto”, sul fronte principale, che lasciasse immaginare una grande costruzione a cui nel tempo si potevano aggiungere dei pezzi uniti da percorsi coperti tipo stoà.
Una grande “parete prospetto”, definita in alto da un orizzonte curvo (quasi ad inglobare il cielo), e un sistema di pilastri e travi, staccato dal resto della casa, vorrebbero stabilire e scandire un sistema di misurazione con l’intorno e la campagna.