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Afro, il "maestro del colore" un italiano di fronte a Kandinskij - A San Pietroburgo, l'Hermitage rende omaggio ad Afro Basaldella.
Oltre 50 opere raccontano la sua carriera di astrattista dagli anni Trenta ai Settanta, di Laura Larcan
SAN PIETROBURGO - I colori di Afro entrano all'Hermitage per la prima, appassionata e struggente occasione espositiva. Lo fanno con classe e un pizzico di delirante euforia, spargendosi sulle pareti bianche come in una coreografia allegra e festosa, proprio accanto alle sale che ospitano gli Impressionisti. Una perfetta armonia, nonostante i tanti decenni e principi estetici che li separano. In fondo sono tutti "maestri del colore". Per citare il grande critico Cesare Brandi, si può dire che Afro "è colore puro". Come Monet, Renoir o Degas. Fino al 20 settembre l'autorevole museo di San Pietroburgo rende omaggio all'udinese pioniere di un astrattismo vitalistico e strutturale con la mostra "Afro: The Color of The Emotion", promossa dai ministeri per gli Esteri e Beni culturali, dall'Archivio Afro in collaborazione con l'Hermitage e con l'organizzazione de Il Cigno GG Edizioni.