LA POLCEVERA E LA TEMATICA DELLA CONGESTIONE
Osservando una qualsiasi immagine della Val Polcevera si nota subito come il sistema infrastrutturale rappresenti l’elemento predominante nel paesaggio. Nel corso degli ultimi due secoli, prima le linee ferroviarie, poi quelle stradali e autostradali, hanno lentamente occupato gran parte del fondovalle, assieme a nuove attività industriali e a qualche agglomerato residenziale. Nel contesto unico della città di Genova, stretta tra ripidi pendii e la costa scogliosa del Mar Mediterraneo, la valle ha sempre costituito l’unica via di collegamento con la Pianura Padana, ma anche una sorta di “retro urbano” in cui posizionare le attività e le attrezzature ingombranti.
La dismissione delle aree industriali rappresenta un’occasione per ripensare l’intero sistema infrastrutturale e urbanistico della valle attraverso una riorganizzazione che non può che partire da un ripensamento dell’intero sistema della mobilità.
POTENZIALITÀ DEI COLLEGAMENTI TRANSNAZIONALI
Nell’ottica europea dei corridoi TEN_T Genova rappresenta il punto di arrivo del “corridoio dei due mari”, una direttrice di importanza comunitaria necessaria per collegare il Mare del Nord e il Mare Mediterraneo e i suoi due più importanti porti commerciali. Questo corridoio è quindi un tassello indispensabile per lo sviluppo dell'intermodalità per le merci nave-ferrovia. Il progetto Alp Transit, in via di completamento in Svizzera, permetterà un agile collegamento tra l’Europa settentrionale e la Pianura Padana lungo il corridoio dei due Mari. L’ ultimo ostacolo per il potenziamento della ferrovia Genova-Rotterdam è rappresentato dalla catena degli Appennini. Il progetto del Terzo Valico, un tunnel ferroviario sub appenninico, intende rompere quest’ultima barriera permettendo di collegare l’ importante porto di Voltri con lo scalo intermodale di Alessandria. Contemporaneamente la nuova linea ferroviaria permetterebbe di istituire un collegamento ad alta velocità tra Genova e Milano, riducendo di molto i tempi di percorrenza. Ma Genova non è interessata soltanto da collegamenti lungo l’ asse Nord-Sud. Negli ultimi anni sta prendendo sempre più consistenza l’ipotesi dell’introduzione, tra i corridoi europei, del collegamento Est-Ovest tra Genova e Barcellona, anche come valida alternativa al collegamento tra Torino e Lione del corridoio 5. In Francia è ormai in fase di progettazione la linea ad alta velocità tra Marsiglia e Nizza, e da qui verso Ventimiglia sul confine Italiano. In questa prospettiva Genova è da considerare un nodo cruciale per i collegamenti Europei.
Partendo da queste considerazioni abbiamo ritenuto importante considerare questo processo di potenziamento infrastrutturale come una grande opportunità per la Valpolcevera. Grazie alla sua posizione strategica, posta all’imbocco del tunnel del Terzo valico in direzione Milano e quello di Voltri in direzione Marsiglia, l’ abitato di Rivarolo rappresenta l’ unica area in cui potrebbe venire realizzata, tra i due tunnel, una stazione passante per l’ alta velocità evitando l’ inversione di direzione per i treni ( che comporterebbe una perdita di circa 25 minuti, rendendo vano il tempo guadagnato dall’alta velocità ). La stazione “porta” permetterebbe ai treni provenienti da Milano di proseguire verso Nizza e Marsiglia senza perdere tempo, mentre i treni diretti a Genova proseguirebbero verso la stazione centrale di Genova Principe. La linea ad alta velocità, percorsa solo dai treni passeggeri, collegherebbe i due tunnel attraverso la stazione Porta passando sotto il fiume Polcevera a quota -21 metri. La posizione di Rivarolo sarebbe ottimale anche per la possibilità di realizzare un nodo di interscambio con la linea dei treni regionali e la linea metropolitana. Una linea funicolare potrebbe poi collegare la stazione con i quartieri residenziali di Begato. La Stazione Porta di Rivarolo potrebbe rappresentare un cardine per lo sviluppo urbano di Rivarolo, convertendo le problematicità connesse al pesante sistema infrastrutturale esistente in una grande opportunità. In fondo la capacità di essere nodo infrastrutturale per la mobilità è anche la vera vocazione territoriale della Val Polcevera.
TRASFORMAZIONE URBANA
La proposta progettuale per le aree di Rivarolo e di Begato si basa su un impostazione strategica comune.
La tendenza recente nello sviluppo della città contemporanea è stata caratterizzata dal binomio: CONSUMO DI TERRITORIO (con conseguente espansione dei limiti urbani) e MOBILITA’ PRIVATA (strettamente connessa alla città diffusa). Per porre fine a questo circolo vizioso è necessario compiere delle scelte precise. Il progetto per Genova intende limitare l’espansione urbana densificando il tessuto già costruito è potenziando il sistema della mobilità pubblica quale unica soluzione per migliorare la qualità della vita e limitare i danni all’ambiente. La zona di Teglia, definita da un tessuto urbano già consolidato, potrebbe, grazie alla funzione di attrattore della stazione intermodale, incrementare la propria densità urbana. Le zone produttive attualmente presenti nella zona di Teglia andrebbero progressivamente trasferite sull’altra sponda del Torrente Polcevera lasciando spazio a nuove aree dedicate al terziario e al residenziale.
BASSA DENSITA’ - ALTA DENSITA’
CONSUMO DI TERRITORIO - SLAVAGUARDIA AMBIENTALE
MOBILITA’ PRIVATA - MOBILITA’ PUBBLICA
RIVAROLO-TEGLIA
DENSITA’ URBANA
Il progetto per la zona di Rivarolo-Teglia si configura come un processo di forte densificazione del tessuto urbano esistente. Il grande arco dell’HUB ferroviario rappresenta la porta che Genova offre all’Europa verso il Mediterraneo e definisce per l’area di Rivarolo il fulcro di una nuova urbanità basata sul recupero delle aree industriali in disuso. Per questo motivo la nostra proposta progettuale si è spinta oltre l’area di progetto arrivando ad immaginare una configurazione progettuale unitaria dell’intero abitato. La piazza antistante la stazione rappresenta il nuovo riferimento per gli abitanti, mentre i blocchi residenziali articolati secondo una griglia creano quella connessione con il tessuto urbano esistente che nello stato attuale di frammentazione appare irrealizzabile. Il parco lineare lungo il fiume connette organicamente i diversi elementi dell’intervento con la trama esistente e ospita sopra di sé gli edifici terziari che con leggerezza filtrano l’immagine della valle.
BEGATO
INTENSITA’ URABANA
L’area di Begato presenta un’alta densità insediativa e al tempo stesso una forte carenza di servizi e di spazi pubblici: è caratterizzata da una bassa intensità urbana. Il progetto si configura quindi come un intervento di rigenerazione del tessuto costruito attraverso il potenziamento e il miglioramento degli spazi pubblici e il diradamento del volume degli edifici più critici (le Dighe). Le problematiche sociali, e quelle spaziali-urbanistiche a Begato sono strettamente connesse. Di fronte a situazioni critiche la risposta più semplice e istintiva potrebbe essere la “tabula rasa”.
Riteniamo invece che sia più efficace valorizzare ciò che già esiste, attraverso una successione di operazioni mirate e puntuali. Le Dighe, con la loro gigantesca massa, rappresentano un riferimento importante nella memoria collettiva e vanno preservate.
La vera sostenibilità è rappresentata dal riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, senza demolizioni affrettate e ricostruzioni. Attraverso delle semplici operazioni booleane vengono ricavati spazi di aggregazione: SOTTRAZIONE per ricavare ambienti pubblici dedicati ad ogni blocco verticale della Diga, ADDIZIONE per creare una copertura continua percorribile e per dotare gli appartamenti di ampi balconi.