Prima del luogo, l'idea RUOTESCINTILLANTI parco ciclabile dei bambini di Serrenti non è un progetto partito dalla necessità/obiettivo di riqualificare, valorizzare o dare una funzione ad una determinata area, ma è nato da una domanda, una richiesta proveniente dal basso.
Nell'autunno del 2005 durante l'ora di educazione civica nelle Scuole Elementari di Serrenti, alla presenza del sindaco, gli alunni manifestarono il desiderio di poter giocare in “una pista per le biciclette”. Nelle settimane successive all'incontro diverse classi prepararono dei disegni che furono discussi in un Consiglio Comunale straordinario, convocato presso i locali della Scuola di via Eleonora d'Arborea in data 22 dicembre
2005.
Il consiglio comunale all'unanimità deliberava di accogliere le proposte progettuali dei bambini e si impegnava nella ricerca di spazi adeguati e delle risorse necessarie (Delibera Consiglio Comunale N. 52/2005).
L'area scelta dall'Amministrazione per soddisfare la richiesta dei bambini è costituita da uno spazio di poco più di un ettaro compreso tra l'Orto Botanico, la Piscina Comunale e l'edificio in terra cruda denominato “Vetrina dei prodotti agroalimentari e artigianali del medio Campidano”. Si tratta di un'area protetta, stretta in un abbraccio dall'edificato urbano ed al contempo ai margini di quest'ultimo, in diretta relazione sia fisica che visiva col “non costruito”.
Inquadrata urbanisticamente come zona S, ha ospitato sino agli anni ottanta una discarica comunale, per poi rinascere, in parte, al principio degli anni novanta come “spazio per i nuovi nati”, dando vita prima all'orto botanico e poi alla vetrina, attraverso un laboratorio della terra cruda condotto con i lavoratori socialmente utili. L'idea di destinare la parte residua di tale area a Ruotescintillanti è spinta dall'obiettivo generale di creare una sorta di “incubatrice-laboratorio di vita”, uno specchio del mondo ma protetto, in cui i bambini possono ritrovare e riconoscere gli elementi del loro territorio, prendere confidenza con essi e soprattutto, partecipando in maniera attiva alla realizzazione, imparare a rispettarli e di riflesso imparare a rispettare “tutto ciò che sta fuori”.
Il luogo d'intervento non può quindi prescindere dall'intorno, dal territorio in cui si trova, dal paesaggio in cui è immerso e di cui fa parte: si deve specchiare in esso.
Bruno Zevi parafrasando il Croce scriveva “il paesaggio è esteticamente valido solo quando è visto con la testa tra le gambe, cioè in modo anomalo, antinaturalistico” ecco quindi che un'intera comunità ha deciso di mettere la testa tra le gambe e, lasciandosi guidare dai bambini, ha iniziato ad osservare il proprio territorio in maniera diversa.
Serrenti, quarantatré chilometri quadrati di medio Campidano che ad uno sguardo d'insieme appaiono quasi naturali, in realtà sono costituiti da un tessuto agrario, pastorale e minerario modellato dal tempo e da millenni di attività umana: distese di grano, colture ricavate su aree rubate alla malaria, pascoli modellati dal fuoco, il centro urbano che tenta di conquistare la collina, un tessuto fitto di ortaggi con proprietà suddivise in centinaia di strisce, minerali affioranti cercati con forza e perseveranza. Una stratificazioni di azioni deboli, ma ripetute e continue, che sono andate a definire una rosa di paesaggi non più naturali, ma paesaggi umani.
Leggere questa identità nel disegno paesaggistico attorno a Serrenti è indispensabile per
comprendere l'indole del luogo d'intervento e per il riconoscimento delle prassi operative e gestionali che permettono di tutelare la qualità ambientale nel tempo.
La tutela ambientale è una pratica molto diffusa in passato quando, attraverso il lavoro diretto dell’agricoltore, si veniva a creare un senso di appartenenza e di tutela dei luoghi.
L’attività progettuale che l’agricoltore compie nel proprio territorio rappresenta un dialogo continuo con l’ambiente che cambia attraverso le stagioni e con le coltivazioni. Tale attività non si identifica come somma, ma come relazione, rapporto e dialogo.
E sono proprio queste componenti di identità paesaggistica, difficilmente leggibili nell'area prima dell'intervento, che dovrebbero ritornare a caratterizzare quella porzione di paesaggio, per ricucire la sua relazione con il territorio circostante.
Illustrazione degli obiettivi prefissati
Obiettivo generale è quello di riapplicare con Ruotescintillanti questo atteggiamento progettuale in cui i progettisti, come l’agricoltore, sono i fruitori (i bambini) coloro che vivono e sentono proprio quello specifico ambito territoriale, per portare loro a riconoscere e sviluppare un forte senso di appartenenza, fattore oggi importante per l'autocoscienza dell’identità dei luoghi e per la gestione e tutela degli stessi nel tempo.
Ruotescintillanti ha quindi l'obiettivo specifico di identificarsi non tanto come semplice gesto progettuale, ma come programma integrato capace di individuare strumenti di interpretazione del paesaggio agrario, e di riproporre quel rapporto diretto tra uomo e territorio come modello capace di creare nuove identità.
Perseguire tale obiettivo è stato possibile grazie allo sviluppo di un “progetto dell’informazione” che attraverso i laboratori, il sito internet, gli articoli sui giornali ha attivato un dialogo diretto tra l'Amministrazione Comunale e l’intera comunità dove i più piccoli diventano protagonisti.
E’ importante, a tale proposito, chiarire che intendendo per riqualificazione ambientale “l’insieme delle attività tese ad aumentare, migliorare ed integrare l’identità di un luogo”, solo attraverso il coinvolgimento sociale attivo è possibile poi conservare e tutelare nel tempo la qualità del Paesaggio.
L’identità del paesaggio si configura quindi, non solo come sistema di tutela, ma come attiva possibilità di progettazione paesaggistica nel tempo grazie al diretto rapporto del territorio (pista ciclabile) con i propri fruitori (bambini) che hanno ideato un sistema di relazioni ed esigenze da soddisfare (durante i laboratori) e che nel tempo cercheranno di preservare e sviluppare.
Per conseguire tale obiettivo generale e di lungo termine è stato necessario porsi degli obiettivi specifici di tipo pedagogico - didattico:
- aiutare i ragazzi a mettere a fuoco le loro esigenze reali ed i loro sogni, senza perdere di vista la fattibilità degli interventi;
- far sentire i ragazzi partecipi delle scelte progettuali evitando fenomeni di rigetto e di senso di non appartenenza ad un luogo;
- portare a conoscenza i ragazzi, seppur in maniera semplificata, degli iter progettuali ed
amministrativi;
- responsabilizzare i ragazzi, ma di una responsabilità non intesa come puro peso, piuttosto come giusto equilibrio tra diritti e doveri, in maniera tale da creare una cittadinanza attiva, consapevole del fatto che ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa per lo sviluppo ed il miglioramento del paese.
Ma soprattutto l'obiettivo è di dare loro uno spazio, che sentano proprio e che rispettino, in cui divertirsi, crescere e trascorrere ore serene. Un punto di vista privilegiato e protetto per osservare il mondo.
Metodi e procedure utilizzate
Ruotescintillanti è un progetto in itinere la cui caratteristica procedurale è quella di essere suddiviso in step definiti e relazionati tra loro. Tale suddivisione fa si che il bambino partecipante ad uno step non percepisca il suo lavoro come un incompiuto, ma piuttosto come la parte di un unicum dotata di un inizio e di una fine/finalità ben definiti.
In primo luogo si è proceduto a costituire una equipe di adulti che facesse da interfaccia tra i bambini ed il progetto, composta da l'Amministrazione Comunale, le rappresentanti delle insegnanti, i tecnici e gli operai comunali, un gruppo di ingegneri ed architetti, un gruppo di educatori ed un gruppo di artisti. Contemporaneamente è stato creato il sito web http://ruotescintillanti.officinevida.eu con la funzione di “diario di bordo” sul quale annotare tutte le fasi del processo progettuale e nel quale offrire uno spazio virtuale di dialogo.
Nella primavera del 2008 c'è stato un primo sopralluogo nell'area d'intervento, durante il quale (video intervistati) i bambini hanno cominciato ad esprimere le loro idee. Nello stesso giorno è stato proiettato “ruote scintillanti” un video animato realizzato a partire dai disegni fatti nel 2005 dai bambini di Serrenti.
Nel marzo 2009 si è svolto il primo laboratorio progettuale, suddiviso in quattro incontri che ha visto protagonisti più di quaranta bambini di prima media e di quarta e quinta elementare. Al termine di ogni incontro è stato distribuito nelle scuole (a tutti gli alunni) il giornalino del laboratorio, che sintetizzava i risultati di ogni giornata.
Acquisiti i titoli di architetto, ingegnere o geometra, durante il primo incontro il gruppo di lavoro ha definito e descritto nei minimi dettagli le parti necessarie alla realizzazione del parco: l'ingresso con arco fiorito, l'illuminazione fatta con lampioni fantasiosi a forma di sole, luna..., panchine massaggianti, la fontanella per l'acqua potabile, il gruppo servizi costituito da un'officina per riparare le bici, un centro noleggio, l'infermeria, il bar, e poi ancora la collina artificiale per le bici cross, il tunnel, una rampa e tant fiori e cestini per la spazzatura.
Nel secondo incontro, aiutati da un plastico tridimensionale, i piccoli progettisti hanno cominciato a posizionare gli elementi nello spazio ed a definire un tracciato. Per tutti è risultato fondamentale creare delle alternative, una variabile di scelte direzionali lungo il percorso che non ha nulla di razionale: salite, discese, intrecci, curve a gomito, sottopassi...
Grazie alla donazione da parte dell'Ente Foreste della Regione Autonoma della Sardegna di numerose piante destinate al parco ciclabile, il terzo incontro ha avuto come tema la conoscenza delle specie vegetali a disposizione, non solo in termini naturalistici ma anche emozionali (colori, profumi...) ed il loro posizionamento nelle diverse zone del parco, suggerito da considerazioni di tipo percettivo: “quando vado veloce voglio vedere colori più forti e sentire profumi più intensi!”
Il quarto incontro, coinciso con la festa degli alberi il 21 marzo 2009, ha aperto i cancelli del parco e dato il via ai lavori. Centinaia di bambini con palloncini colorati e zappetta in mano hanno piantato i primi alberi.
E' quindi partito il cantiere. Con il quaderno di laboratorio, nel rispetto fedele del tracciato disegnato dai bambini, la squadra di operai serrentesi, guidata dal tecnico comunale Geom. Tonino Corongiu e dalla direzione lavori, ha dato vita ad un vero e proprio laboratorio del riuso, seguendo quell'antica equazione per cui: carenza di risorse + impegno = genuinità del prodotto + minima alterazione del contesto.
Le tecniche e tecnologie utilizzate sono semplici. La pista è realizzata con terreno stabilizzato ottenuto dalla mescola di terra locale con aggiunta di un materiale legante trasparente e drenante che conferisce al percorso un aspetto del tutto naturale. Il tunnel con sovrapasso e sottopasso, che costituisce un cannocchiale dalla pista verso il paesaggio, è realizzato mediante l'impiego di scatolari prefabbricati in c.a. recuperati dai lavori di ripristino successivi all'alluvione del 2008.
Il pietrame derivato dalla pulizia dell'area è stato recuperato per definire meglio la rampa di accesso al tunnel. La vegetazione, grazie alla donazione dell'Ente Foreste è costituita da querce, palme, oleandri, viburno, ligustro, alloro, rosmarino, mirto e lentischio.
Ad agosto lo stato dei lavori, anche se carente di parti realizzabili in step successivi, era tale da permettere un primo utilizzo del parco e, viste le numerose richieste dei bambini, si è optato per l'inaugurazione nei primi giorni di settembre. Per l'occasione è stato organizzato un laboratorio creativo di una settimana guidato dall'artista spagnola Alba Escayo e dall'artista serbo Nikola Srdic.
Durante il laboratorio oltre cinquanta bambini hanno realizzato coloratissimi animali in cartapesta per addobbare il parco e le biciclette in vista dell'inaugurazione.
Il 10 settembre 2009 tutto è pronto, centinaia di bambini serrentesi, ma anche tanti ospiti, tra cui i piccoli ciclisti delle Associazioni Sportive di San Nicolò d'Arcidano, Gonnosfanadiga, Marrubiu e Guspini.
Tutti hanno finalmente potuto vedere i risultati dell'assiduo lavoro svolto dai piccoli progettisti di Ruotescintillanti, dai loro insegnanti, dall'Amministrazione Comunale, dai tecnici e dagli operai comunali e da tutte quelle persone che in questi anni hanno creduto al progetto. Nella sala della Vetrina della terra cruda è stato possibile ripercorrere tutto il processo con una mostra dei lavori fatti dai ragazzi durante i laboratori ed una proiezione continua di fotografie e filmati.
Le parti mancanti progettate dai bambini come il pullman di servizi, l'arco d'ingresso, il laghetto, il ponte sul laghetto, i cartelli stradali, i lampioni fantasiosi, lo skate park... saranno oggetto di successivi laboratori che coinvolgeranno sempre in maniera diretta i bambini di diverse fasce d'età.
In questo modo il completamento del parco, almeno nella prima fase, andrà a coincidere con il suo utilizzo e la sua gestione. Parallelamente si sta costituendo un sistema, che appoggiandosi alla già attiva gestione del prospiciente chiosco dell'orto botanico, metta insieme un comitato di genitori, associazioni sportive e culturali che guidino senza troppe interferenze i bambini nell'utilizzo del loro spazio.
Costo eventuale finanziamento delle opere
Per le opere già realizzate le spese sostenute dal Comune di Serrenti sono pari ad euro 4.000,00 per l'acquisto di materiali.
Vanno poi sommati i materiali di recupero che non hanno inciso come costi sul quadro economico (n. 8 scatolari prefabbricati in c.a, n. 4 blocchi prefabbricati in c.a., pietrame, vegetazione), la manodopera fornita dai lavoratori socialmente utili del Comune di Serrenti (4 operai per un mese) ed il nolo delle macchine meccaniche messe a disposizione dal alcuni cittadini.
Come già detto il progetto Ruotescintillanti parco ciclabile dei bambini di Serrenti prevede degli step successivi, autonomi tra loro. Per la realizzazione completa dell'intervento si rendono necessari ulteriori 20.000,00 suddivisibili in lotti variabili in base all'entità degli interventi.
Un pullman di servizi (euro 4.000,00), Autocostruiamo l'arco d'ingresso (euro 2.000,00),
Autocostruiamo il ponte (euro 2.000,00), Disegniamo i cartelli stradali (euro 1.000,00), Coloriamo i nostri muri (euro 2.000,00), Arrediamo con l'arte (euro 2.000,00), Lo skate park (euro 4.000,00), Girasole luminosi (euro 3.000,00).
Costo delle spese di progettazione esecutive previste
Le spese di progettazione sostenute dal Comune di Serrenti sono pari ad euro 5.000,00 per la componente tecnica ed euro 2.000,00 per la componente artistica.