L’Audrey Jones Beck Building a Houston è collegato da un passaggio sotterraneo all’ampliamento di Mies van der Rohe del Museum of Fine Arts, che costituisce, ovviamente, un parametro di confronto per la nuova costruzione.
Il progetto di Rafael Moneo è un’architettura compatta, chiusa a blocco, silenziosa nel suo rivestimento di pietra arenaria, dal profilo discontinuo sovrastato da lucernari in serie.
In una città dal clima spesso invivibile, la veloce percezione dall’automobile legittima l’anonimia dell’immagine urbana di questo museo che è stato, non a caso, assimilato ad un enorme condizionatore d’aria esterno.
In un contorno estremamente rigido, la logica compositiva è abilmente celata sotto un’apparente normalità: l’atrio a tutt’altezza in direzione ortogonale all’ingresso, le 37 sale espositive diverse per spazialità e luce, il percorso tra le gallerie, tutto è teso alla dissimulazione della complessità dell’impianto.
L’ingresso principale, come se fosse il ponte su un fossato, è segnato dallo strallo di una copertura che protegge la discesa nello scavo di accesso al ristorante.
Gli spazi interni sono dominati da condizioni di luce sempre differenti: tanti dispositivi per catturare la luce naturale sempre dall’alto sono usati senza enfasi in una eleganza composta. (Letizia Turchiano)
Progetto: 1992
Costruzione: 1997-2000
Collaboratori: Emilio Tuñón, Eduardo Miralles, Hayden Salter, José Luis Gahona, Christoph Schmid, Belén Hermida
Architetti associati: Kendall/Heaton Associated Inc., Larry Burns
Strutture: CBM Engineers, Inc.
Bibliografia essenziale:
Casabella n.682, ott. 2000.
Numero monografico El Croquis n. 20,aprile 1995.
Numero monografico El Croquis n. 64, febbraio 1998.
Numero monografico El Croquis n.89, febbraio 2000.