Sul progetto per l’uscita degli Uffizi, affidato a Arata Isozaki dopo un concorso internazionale e contestato dal sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi, è intervenuto ufficialmente il soprintendente ai Beni ambientali e architettonici Valentino. In un incontro a Palazzo Pitti Valentino ha ingiunto ad Andrea Maffei, architetto dello studio Isozaki, di abbassare di una decina di metri la loggia sul retro degli Uffizi perché sproporzionata con l'armonia di piazza de’ Castellani.
Desiderio di Valentino è che la loggia venga abbassata e collocata al di sotto della finestra della biblioteca magliabechiana.
Nel corso dell'incontro, durato un paio d'ore e seguito anche dall'assessore comunale all'urbanistica Gianni Biagi, sono stati discussi anche i prototipi delle lampade in alluminio opaco del diametro di 50 centimetri che delimiteranno l'area pedonale della piazza.
Il progetto per la nuova uscita degli Uffizi firmata Arata Isozaki ha vinto un concorso internazionale bandito dal ministero per i beni e le attività culturali il 2 aprile 1998. Allora soprintendente ai Beni ambientali e architettonici della città toscana era Mario Lolli Ghetti, ora soprintendente regionale. I lavori, della durata indicativa di due anni, dovevano concludersi entro il 2003 per un costo preventivo di 13 miliardi di vecchie lire, diviso tra Comune e ministero. Il primo a scagliarsi contro il progetto nel suo complesso era stato il sottosegretario Vittorio Sgarbi, che aveva anche incontrato Isozaki e poi definito un "orrore" il suo progetto.
L'architetto giapponese aveva replicato dicendosi "sorpreso" per "l'impuntatura" di Sgarbi. Ad aprile, dopo un vertice al ministero con i soprintendenti, era stato dato il via libera al progetto con eventuali "adattamenti e modifiche", apportati dal committente (la soprintendenza di Valentino), come prevede il contratto.
Ora la posizione di Biagi, in seguito all’incontro tra Valentino e Maffei, è che il progetto approvato dopo il concorso internazionale, venga realizzato anche, e soprattutto, per un problema di credibilità e affidabilità delle istituzioni pubbliche italiane nei confronti del mondo internazionale della cultura e dell’architettura.