Si tratta infatti di un progetto che rivoluziona e moltiplica le infrastrutture della città proponendo di costruire “sopra, sotto, attorno ed attraverso” autostrade, fiumi e nuovi percorsi.
“Autostrade, ferrovie, centrali elettriche e canali artificiali originariamente costruiti per creare collegamenti in una città orizzontale, hanno rivelato un esito opposto: una città frammentaria, con infrastrutture diventate un consistente ostacolo alla integrazione delle diverse porzioni di città”.
Eric Owen Moss delinea il quadro di una città le cui esistenti infrastrutture hanno diviso la città, delimitato le zone di servizio, segregato per razza e capacità economica. È questo dunque il problema cui il progettista intende dare una soluzione, restituendo “un senso civico che l’ingegneria civile preclude da tempo”.
“La proposta – commenta Libeskind – implica una complessa idea urbanistica all’interno della quale spazi residenziali, pubblici e privati sono mescolati al fine di creare una totalità civica, eludendo il rischio di una città frammentaria. La proposta per Los Angeles ha la forza di mettere insieme un’idea visionaria con sufficienti poesia e pragmatismo per suggerire un urbanismo capace di dialogare con le dimensione infrastrutturale ma anche architettonica”.