Il progetto, a metà tra infill urbano e recupero di archeologia industriale, è il risultato di una mediazione tra le indicazioni funzionali e dimensionali della committenza per l’insediamento di una nuova sede universitaria e le richieste degli abitanti di avere spazi di relazione semi-pubblici, non volendo modificare le visuali interne al lotto.
Il nuovo complesso conserva e recupera i due fronti principali integrandoli con un nuovo volume, mentre lo spazio interno assume una nuova configurazione determinata dal confronto dialettico con il tessuto storico del quartiere. Le volumetrie vengono rimodulate in una composizione di volumi che integrano e si giustappongono alla vecchia vetreria, organizzata attorno a uno spazio esterno articolato su più livelli.
Il progetto ha ottenuto il premio archés 2008.