La vecchia Facoltà si estendeva su un’area pari a circa 25.000 metri quadri, quasi la metà di quelli necessari per la nuova facoltà. Penso a un nuovo volume, collocato negli spazi vuoti lasciati dall’incendio, che integri il vecchio edificio universitario rigenerato.
Passato e futuro si completano vicendevolmente: la struttura esistente dà presenza al complesso, mentre il nuovo fabbricato, sorge senza prepotenza alle spalle del vecchio. Non ha bisogno di gridare la sua presenza. La sua prerogativa sta nella flessibilità che dà alla struttura esistente. Il progetto è organizzato con chiarezza e prevede tre funzioni differenti:
gli studio, collocati sulle ali trasversali del complesso;
gli uffici, situati tra gli studio, in modo da facilitare il contatto tra studenti, staff e docenti;
le funzioni pubbliche, collocate lungo un itinerario comune.