L’inconfondibile geometria del complesso sembra trovare ispirazione nel concetto di “albero della conoscenza”, di cui l’architetto Hadid fa il diagramma organizzativo del progetto. Gli archivi sono infatti sistemati all’interno di un solido piano che evoca la base di un massiccio albero; quest’ultima regge la più esile e porosa struttura della biblioteca sino ad arrivare ai luminosi uffici del dipartimento sportivo alla sommità della struttura, dove il tronco si biforca diventando più leggero.
Le varie porzioni del polo amministrativo hanno in comune diverse funzioni sistemate nel cuore della struttura, con auditorium e sale d’incontro uniti da un’unica ed enorme calotta a sbalzo che accoglie i visitatori all’entrata principale.
I rami esterni al tronco principale articolano le entrate alle diverse istituzioni. Tutti gli ingressi aperti al pubblico sono concentrati sul lato ovest dell’edificio, mentre le entrate di servizio per lo staff e i depositi sono sistemati sul lato est.
Ecco in che modo la professionista anglo-irachena sfrutta l’analogia del tronco-albero per articolare tutta la complessità della “città amministrativa”.
Un ampio parcheggio troverà spazio di fronte l’entrata principale. L’accesso di servizio è sistemato lungo il lato opposto. Tale divisione longitudinale tra gli spazi di servizio e quelli per il pubblico è mantenuta al piano terra per tutta la lunghezza della struttura.
Il lato principale dell’edificio accoglie le funzioni pubbliche di tutte e tre le istituzioni, collegate tra loro da una hall lineare e da uno spazio espositivo centrale.
Servizi, depositi ed aree adibite a garage sono invece sistemati sul lato posteriore dell’edificio.
Al piano superiore le tre istituzioni rimangono rigorosamente separate. Ognuna di loro dispone di una modalità di circolazione interna verticale indipendente.
Entrati nell’edificio attraverso l’accesso principale, i visitatori sono guidati dalla hall agli archivi del piano terra, collegati da scale e ascensori all’arteria pubblica principale del primo piano che percorre l’intera lunghezza dell’edificio.
ARCHITECTURAL DESIGN: Zaha Hadid
PROJECT ARCHITECT: Stephane Hof
PROJECT TEAM:
Joris Pauwels, Philipp Vogt, Rafael Portillo, Melissa Fukumoto, Jens Borstelman, Jaime Serra, Kane Yanegawa, Loreto Flores, Edgar Payan, Lisamarie Villegas Ambia, Stella Nikolakaki, Karouko Ogawa, Hon Kong Chee, Caroline Andersen, Judith Reitz, Olivier Ottevaere, , Achim Gergen, Daniel Baerlecken, Yosuke Hayano, Martin Henn, Rafael Schmidt, Daniel Gospodinov, Kia Larsdotter, Jasmina Malanovic, Ahmad Sukkar, Ghita Skalli, Elena Perez, Andrea B. Caste, Lisa Cholmondeley, Douglas Chew, Larissa Henke, Steven Hatzellis, Jesse Chima, Adriano De Gioannis, Simon Kim, Stephane Carnuccini, Samer Chamoun, Ram Ahronov, Ross Langdon
COMPETITION TEAM:
Thomas Vietzke, Achim Gergen, Martin Henn, Christina Beaumont, Yael Brosilovski, Lorenzo Grifantini, Carlos Fernando Perez, Helmut Kinzler, Viggo Haremst, Christian Ludwig, Selim Mimita, Flavio La Gioia, Nina Safainia
CONSULTANTS:
Structure
Ove Arup & Partners
Paul Nuttall, Sophie Le Bourva, Mits Kanada, David Rutter
Services
Ove Arup & Partners (Concept Design)
Emmanuelle Danisi, Michael Stych
GEC Ingenierie
Francis Petit, Philippe Vivier, Rene Andrian, Gregory Makarawiez
Infrastructure
GEC Ingenierie
Jean Paul Sulima
Acoustics
Rouch Acoustique
Nicolas Albaric
Cost
Gec LR
Ivica Knenovic
CONCEPTION PHASE TEAM:
Local architect
Blue Tango Architectures
Philippe Capelier
Landscape architect
West 8
Maarten Van de Voorde
PRESENTATION TEAM:
Rendering: Stack Studio
Presentation Model: A models
Photographs: David Grandorge