interpretazione contemporanea del rapporto tra costruito ed addizione. Progetto di sola luce: luce che scolpisce, luce che colora, luce che proietta il corpo oltre lo spazio fisico, luce trasendente non ieratica, emozione prima che forma, accoglienza non oblio.
Forme pure, bianche, sospese e cangianti al variare delle condizioni climatiche fanno da contrappunto alla normalità statica di un territorio consolidato privo di emergenze ma in equilibrio.
Un nuovo luogo di tensione costruito per ri-considerare la morte come parte della vita, un luogo per i vivi, per i loro pensieri, vivo.
Un cimitero aperto verso la campagna della bassa bergamasca nel quale i volumi esplodono sotto i colpi della luce in una organizzata successione di pieni e vuoti.
Il progetto è stato selezionato per l'esposizione "costruire sul costruito" tenutasi a Bergamo dal 26.10.2007 nell'ambito dell'iniziativa "Bergamo architettura" organizzata dall'asociazione archi-forum.