Una nuova scuola materna a Prato: vi è un tema, vi è un sito, vi sono le sue relazioni, vi è la sua funzione, la sua percezione emozionale.
Ogni spazio si nutre della presenza umana e stabilisce con essa uno scambio mutevole attraverso la linea del tempo, degli eventi.
La nostra volontà progettuale risente fortemente della componente emozionale, che domina gli intenti di questo progetto.
Forma e funzione svincolate dai condizionamenti materici, dalla vacuità dei cromatismi, l’idea progettuale si fonda sul rigore, sull’utilizzo di forme pure. Il disegno è una continua sottrazione, è la lotta degli equilibri tra lo spazio sottratto e lo spazio delimitato dal progetto stesso, è la difficile ricerca dell’essenza, dell’ideogramma in grado di contenere in se, in un unico segno la molteplicità.
Un padiglione tra gli alberi, risuona afono nelle sue mancanze, una linea bianca, di un bianco assente traccia l’orizzonte , muta soltanto nel nucleo, il luogo di aggregazione dei bambini , unica eccezione di variazione altimetrica del progetto. In esso vi è la genesi dei due assi dai quali si sviluppa la pianta.
Dalla relazione di Progetto:
In pianta la scuola ha una chiara connotazione modulare che si sviluppa attorno ad un nucleo centrale a doppia altezza, emergente dalla linea orizzontale della copertura, che genera gli assi su cui si aggregano i vari spazi della scuola. Tali assi non sono altro che il prolungamento dei percorsi di accesso, che portano a delle aperture verso l’esterno per offrire una molteplicità di visioni e relazioni con l’ambiente circostante; le aperture arretrate dal filo del fabbricato sono protette da sporti che assumo la funzione di filtro tra interno ed esterno.
Lo spazio centrale, cuore dell’edifico, è pensato come punto principale di aggregazione dei bambini e quindi destinato allo svolgimento delle attività libere di carattere collettivo. La luce vi penetra attraverso le vetrate poste nella parte superiore,vi si può scorgere soltanto il cielo ed il suo mutare, mentre tutt’attorno si sviluppano gli elementi distributivi che servono i vari ambienti.
Il fronte principale si presenta completamente chiuso, salvo che per l’ ingresso alla scuola , un atrio di ingresso destinato al ritrovo e all’attesa,uno spazio chiuso su tre lati si apre su di un piccolo giardino interno, è un spazio di mediazione,uno spazio “non costruito”, dove i bambini scoprono la scuola, le relazioni sociali, gli altri.
Le sezioni didattiche, raggruppate in due blocchi uguali di tre elementi ciascuno, in modo facilitarne la realizzazione in due fasi distinte, hanno accesso lungo lo stesso lato del percorso principale e sono tutte rivolte al fronte sud-est, quello maggiormente protetto e riservato . I soli setti delle pareti sono a scandire l’alternarsi degli spazi interni, in modo da favorire mediante questa trasparenza la relazione tra ambiente interno e quello esterno, qui articolato con i cortili di pertinenza,pensati come aule nel verde.
Sull’altro lato dello spazio distributivo invece si affacciano, oltre che le altri aule destinate alle attività libere e speciali (impiegata anche per il riposo), i locali per l’assistenza e di servizio, quali lo sporzionamento e una piccola infermeria. In tal modo l’edifico si presta anche per i bambini ad una facile e immediata lettura della sua composizione.
Lo spazio per bambini-genitori, destinato alle attività extrascolastiche, è posto in corrispondenza dell’accesso pedonale a nord-ovest da viale della Repubblica, quindi autonomo rispetto al complesso scolastico.
Il dislivello già presente sull’area di intervento viene sfruttato e integrato come elemento progettuale a tutti gli effetti. Infatti la porzione dell’edifico che si sviluppa verso nord, vista di profilo, sembra entrate nel terreno, a enfatizzare l’idea di un tutt’uno tra scuola e ambiente. Conseguentemente gli affacci rivolti sul parco a quota maggiore vengono ridotti di cm 60, misura-modulo di tutti gli infissi esterni, mentre i locali interessati (spazio bambini-genitori e aula per attività libere) non risentono di questa riduzione delle aperture, poiché sono ambienti pensati con un diverso rapporto con l’esterno, anche per creare una differenziazione tra i vari spazi didattici.
Il senso è l’organizzazione delle forme, in un ordine mentale volto a colpire l’intensità dei sensi, attraverso ai rapporti del progetto stesso, trovare un ordine universale, risvegliare lo spirito, il cuore, far avvertire la bellezza.