Il progetto del nuovo fabbricato viaggiatori di Torino Porta Susa è il progetto di un vuoto urbano, di uno spazio pubblico, dove la stazione, vera e propria galleria coperta, diviene passage, strada, continuum spaziale, luogo di una nuova urbanità. La città entra in stazione..... e la stazione diviene essa stessa città.
Sarà lo scalo ferroviario più importante del capoluogo piemontese. Parte del progetto sarà realizzato sottoterra.
I binari saranno interrati, in modo da rendere invisibili convogli e collegamenti con la metropolitana.
Simbolo della parte fuori terra sarà uno scrigno in cristallo e acciaio lungo 385 metri ((la lunghezza del TGV), largo 30 con un’altezza variabile rispetto alla quota stradale esterna tra i 12 ed i 3 metri al colmo della copertura.
“Il volume trasparente della stazione si propone come rivisitazione moderna del tema della galleria urbana ottocentesca e delle grandi hall delle stazioni storiche, oltre che come sorta di edificio-simbolo, simbolo del movimento, del viaggio e della presenza del mondo dei trasporti nella città contemporanea, simulacro urbano dell’oggetto treno, scomparso dallo scenario urbano al disotto della futura Spina Centrale”.
Rispetto al concept inziale, il progetto è stato arricchito di tecnologie finalizzate al risparmio energetico. I pannelli di vetro che danno forma alla galleria saranno distanziati tra loro di circa 40mm per consentire la ventilazione naturale, nonché integrate con cellule fotovoltaiche. “L’obiettivo – dichiara Silvio d’Ascia – è di trasformare la stazione in una centrale energetica urbana”. Per il riscaldamento e raffrescamento dell’edificio è previsto un sistema di pannelli radianti a pavimento; mentre nebbia artificiale ed alberature su vasi contribuiranno ad un maggiore comfort climatico nei caldi mesi estivi.