Il master plan Garibaldi Repubblica pone una domanda, quasi a riferirsi alla forma stessa dell’ impianto, quella appunto di un punto interrogativo:
quale ruolo deve avere l’architettura nel ridefinire la città contemporanea?
Quale risposta deve dare questo progetto nel ridefinire un vuoto urbano consolidato per riconnettere e rivitalizzare parti di città storica tra loro attualmente separate?
Ciascuno degli edifici che compongono l’insieme edilizio del piano Garibaldi Repubblica deve essere capace di dare una risposta compiuta ed adeguata e definire insieme agli altri interventi un rapporto nuovo con la città esistente!
Solo così, seguendo un approccio che stabilisca forti relazioni urbane, continuità storica ma anche riproponendo contrasti formali, si possono risolvere gli interrogativi di quello che oggi, sulla carta appare come un grande punto di domanda, ma che in un futuro concreto dovrà essere capace di instaurare rapporti tra spazi aperti ed edifici, piazze e strade, percorsi pedonali e carrabili, edifici alti e cortine urbane.
La nostra idea per questo progetto prende le mosse proprio da una analisi del piano, delle sue regole urbanistiche.
Si è perseguito il principio di rompere da un lato una omogeneità stilistica che non appartiene alla città europea e ancor meno a Milano per affermare dall’altro un proprio carattere architettonico come parte di un complesso.
Partendo dal rispetto dei principi volumetrici e di sedime indicati dal piano, abbiamo introdotto altre variabili che nascono dalla volontà di dare una forte identità agli edifici E1/E2.
La forma dei nuovi edifici, il rapporto con i palazzi limitrofi, il valore degli affacci sud/nord sono i primi elementi da cui è partita la nostra riflessione.
La ri/definizione degli elementi compositivi come il basamento, il piano terra, il portico, gli affacci, la copertura, gli spazi interni ha portato ad una architettura capace al tempo stesso di instaurare un rapporto con il contesto e di affermare la propria riconoscibilità.
Ancora, il riferimento ad una certa architettura moderna milanese è secondo noi la strada giusta per perseguire una continuità urbana che dia valore alla vocazione contemporanea della città senza tendere verso uno storicismo da una parte o verso un internazionalismo formale dall’altro.
La forma chiara e continua ricompone i due edifici in un unico corpo. Il nuovo volume,
pur mantenendo i requisiti di flessibilità e frazionabilità dell’immobile, afferma la propria identità, relazionandosi e omogeneizzandosi con il contesto esistente e quello futuro dagli altri edifici del complesso di Garibaldi Repubblica.
I due edifici E1/E2 occupano la parte centrale del sistema urbano che partendo da via Melchiorre Gioia delimita il grande spazio pedonale e chiude verso ovest la piazza circolare, delimitato dalla Strada del Sud.
I due edifici affacciano a nord verso l’ area pedonale e il parco dei Giardini di Porta Nuova.
Il fronte dei due edifici diviene una grande quinta alla quale abbiamo voluto dare un carattere di grande omogeneità e rigore rendendola al contempo leggera e trasparente attraverso un’ ampia facciata vetrata. Ne risulta un grande fronte aperto e luminoso affacciato sulla piazza attraversato
al centro dal grande vuoto che separa i due corpi E1/E2 in corrispondenza del collegamento con la Strada del Sud.
Ridistribuendo la slp, pur rimanendo nei limiti di sagoma indicati dal master plan si è portata l’ altezza dei due edifici a circa 30 m. (rispetto alla quota della città) per un totale di 5 livelli fuori terra rispetto alla quota della piazza circolare.
Con questa nuova altezza si allineano gli edifici E1/E2 con gli edifici limitrofi esistenti lungo la Strada del Sud che hanno appunto un’ altezza media di circa 30 metri.
In questo modo si riesce (a parità di superficie) a differenziare ulteriormente l’altezza tra i vari edifici del master plan di Garibaldi Repubblica riaffermando per ciascuno il proprio carattere tipologico: nel caso degli edifici E1/E2 il riferimento sono stati gli edifici urbani di 5 piani comuni nel tessuto urbano milanese.
Il fronte esposto a sud accompagna con la sua forma curva il tracciato della Strada del Sud. L’ immagine dell’edificio risulta compiuta da un affaccio continuo ( che risponde alle esigenze funzionali degli edifici destinati ad attività espositive / show room) chiusa però da un sistema di bris soleil che scandiscono verticalmente il fronte. Il nuovo intervento riesce a mediare tra il tessuto storico a sud e il complesso urbano del master plan Garibaldi Repubblica.
La continuità della facciata è articolata da un sistema di corti interne con finestrature colorate, che scavano a vari livelli l’ edificio, portando la luce ai diversi piani e che rendono vario e ricco il prospetto di circa 140 metri.
Il lungo zoccolo che delimita la Strada del Sud viene reinterpretato attraverso un rivestimento a fasce tra loro non parallele che rendono vivo questo bordo alto 6 metri.
Qui si affacciano alcune risalite ai negozi posti alla quota della piazza circolare, le uscite dei parcheggi e le vie di fuga dei corpi scala nonché gli spazi di deposito e i locali tecnici. Questo zoccolo diviene un fronte urbano vario, con risalite verso la piazza pedonale, dove il verde e l’ illuminazione diventano elementi compositivi. Una serie di panche scavate nel basamento offrono l’ occasione di sosta.
Il nuovo corpo appoggia su un piano interamente vetrato che ospita le attività commerciali e gli ingressi ai singoli edifici. Si definisce così un basamento alto 6 metri che si apre sulla piazza pedonale con un effetto di grande trasparenza e permeabilità.
La superficie commerciale di circa 2000 mq. è distribuita al piano terra e al piano mezzanino a quota + 300 e offre un affaccio sui quattro lati. Il piano sovrastante forma un porticato continuo lungo tutto il fronte verso la piazza e che prosegue anche verso la Strada del Sud, creando un affaccio e un percorso pedonale in quota.
Dalla piazza pedonale si accede agli atri in corrispondenza dei 4 corpi scala, che con accessi riservati possono collegare i parcheggi e servire i piani superiori.
I quattro atri permettono di suddividere funzionalmente l’ edificio consentendo un utilizzo flessibile e un frazionamento in multi tenancy; al tempo stesso la posizione dei corpi scala, baricentrica e regolare, permette di ricomporre le funzioni ai vari piani. Ne deriva sostanzialmente la possibilità di utilizzare in modo distinto le due unità edilizie E1 e E2, le quali potranno essere, mediante collegamenti che attraversano il grande vuoto centrale, composte in un unico organismo. Al tempo stesso i collegamenti verticali permettono un frazionamento del sistema edilizio sino ad un massimo di 16 unità indipendenti ( 8 unità per piano).
Il portico e il piano di copertura sono due elementi continui che incorniciano chiaramente il corpo principale dando un effetto di unitarietà all’intervento, il quale mantiene comunque un alto grado di flessibilità funzionale.
L’ architettura dell’ edificio permette di ricomporre i diversi elementi (basamento, porticato, copertura) in modo unitario. Il porticato poggia sullo zoccolo vetrato e permette attraverso lo sbalzo un percorso coperto lungo l’intero edificio.
Al grande vuoto centrale corrisponde lo scalone che mette in collegamento la Strada del Sud con la piazza pedonale. Mentre lo sbalzo di copertura chiude il volume vetrato e definisce chiaramente la sagoma dell’ edificio.
I patii che attraversano gli edifici ai vari piani, disegnano la copertura che, vista dall’ alto ha una composizione formale compiuta, come fosse un ulteriore prospetto. Il piano orizzontale di copertura si articola attraverso tagli che corrispondono ai patii che scavano il corpo principale, come pozzi di luce che portano l’ illuminazione naturale all’ interno del corpo di fabbrica. I patii sono rivestiti con vetrate colorate che danno ai prospetti una articolazione cromatica e di tagli di luce.
Questi elementi rendono vari gli spazi interni, dove la continuità spaziale è interrotta dalle eccezioni dei patii, da spazi a doppia altezza. Gli spazi open space si aprono attraverso le ampie vetrate verso gli spazi aperti. Ne deriva una tipologia flessibile che permette una divisione tradizionale ma che al tempo stesso si presta ad un utilizzo in spazi open space e di esposizione.
Progetto Strutture: MSC Associati s.r.l.
Progetto Impianti: Buro Happold Engineers
Paesaggistica: Land s.r.l.