L’approccio seguito è quello di diverse scuole di architettura, il Bottom-up, già sperimentato da Frei Otto. Il processo consiste nell'arrivare al progetto finale per vie multidisciplinari e collegate tra loro tramite un vero e proprio network, senza sapere a priori quale sia la forma finale del progetto. La forma infatti deve derivare da un lungo processo di affinamento e di raccolta di informazioni, sperimentazioni che si perfezionano e arrivano a creare una geometria complessa che risponde al programma. Il risultato inatteso è lo scopo di questo metodo progettuale.
Il processo progettuale ha portato dunque ad una continua crescita della forma. I volumi e le superfici del progetto acquistavano carattere progettuale man mano che le analisi tridimensionali venivano compiute. Il museo si trasformava rispondendo ai problemi che si ponevano. Problemi di carattere funzionale, distributivo, strutturale, spaziale o semplicemente estetico; senza dimenticare la questione del sito, il museo doveva essere costruito in un ambiente con forte carattere naturalistico.
Come prima operazione è stata scelta la posizione ottimale seguendo l'andamento dei venti e la consistente presenza di vegetazione nell'area. Notando subito che il suolo era completamente occupato dalla vegetazione si è scelto di costruire nell'aria, cioè realizzare una struttura a ponte che si appoggiasse su quattro punti al suolo. La forma del museo quindi doveva permettere anche il passaggio dei flussi delle persone da un lato all'altro del torrente per permettere la visita del restante parco del memoriale.
L'area progettuale si presentava come una fitta foresta composta da alberi di caucciù, palme, alberi ombrello, bamboo e molte altre specie vegetali.
Il museo pensato come una struttura a ponte diventava la soluzione ottimale, pochi metri del suolo venivano occupati per gli appoggi a terra evitando così di disboscare superfici più ampie di vegetazione. Dopo aver trovato una forma che si adattasse alla conformazione del terreno si è passati ad analizzare gli spazi interni per mezzo di modellini di studio in scala. Si è scelto quindi di realizzare il museo su tre piani, disponendo le varie funzioni ai piani e posizionando l'area espositiva al piano primo.