Considerazioni sullo stato attuale
La strategia di trasformazione da noi elaborata nasce da alcune riflesioni su quanto appare oggi inattuale nel progetto degli Smithson rapportato al dibattito architettonico contemporaneo, al punto tale da poterne considerare la demolizione, quando solo pochi decenni orsono lo stesso intervento era additato come un esempio all’ avanguardia e giustamente studiato come tale. Segnatamente abbiamo individuato quattro punti di debolezza:
1_Gli spazi aperti pubblici e di aggregazione, che risultano essere scarsamente considerati, senza un reale rapporto interscalare e comunque scollegati tra loro.
2_le tipologie edilizie, che appaiono ossessivamente ripetute, spersonalizzate e prive di un’ identificazione.
3_Gli spazi verdi che, pur essendo massicciamente presenti, mancano di qualsiasi gerarchizzazione.
4-I servizi , che si limitano alla scala dell’ intervento, in qualche maniera isolandolo rispetto al resto della città, proprio in quanto organismo autosufficiente.
Criteri generali di intervento:
La nostra elaborazione affronta questi quattro temi, proponendosi di risolverli attraverso un’ integrazione con il progetto degli Smithson, mantenendo di questo quanto di valido ancora è presente e cercando di non tradirne lo spirito, ma di renderlo anzi compatibile con le esigenze del nuovo millennio.
1_Gli spazi aperti pubblici e di aggregazione:
Mantenendo le due stecche distribuite a ballatoio e con esse l’ idea di strada soprelevata, si è pensato di integrare quest’ ultima con una serie di spazi aperti e piazze a diversa scala e a diversa quota(cui corrisponde un passaggio graduale dal pubblico al semiprivato e privato) in cui i ballatoi stessi contribuiscono a formare una sorta di “loop” di percorrenza nelle tre dimensioni.
2_le tipologie edilizie:
Legandoli tra loro attraverso la gerarchia di percorrenza del punto 1, gli attuali edifici a ballatoio vengono integrati e diversificati con due unità di abitazione, simili nella meccanica di “crescita” delle singole unità, ma diversi nella aggregazione finale: uno a formare una piastra orizzontale sopraelevata di alloggi a patio; un’ altro in cui gli la stessa tipologia viene impilata verticalmente a formare una tipologia a torre.
3_Gli spazi verdi:
Il grande spazio verde pubblico indistinto viene mantenuto nelle quantità totali, ma parcellizzato in diversi tipi di verde e poi dislocato a quote diverse nella terza dimensione. Rimane l’ intuizione degli Smithson di un verde pubblico (di cui si mantiene anche la memoria della collina), ridotto nelle dimensioni, però risarcito da altri spazi verdi a scala diverse, che vanno dal condominiale a quello esclusivamente privato interno ai patii.
4-I servizi :
L’ idea è quella di concentrare tutte le facilities richieste alla scala dell’ intervento (scuole, plaestre, etc.) in una delle due stecche degli Smithson, rendendola in qualche modo un edificio polifunzionale vero e proprio. Per contrapporre poi un concreto l’ “effetto città” a quello attuale di “cittadella autosufficiente” che si chiude al resto del mondo, questi necessari servizi vengono integrati con una serie di altre attività (cinema, negozi, etc.) poste alla quota zero al di sotto della piastra abitativa e disposte a formare una grande corte pubblica, un sorta di “urban core” che va ad interagire e a contaminarsi con il resto dell’ intervento per renderlo, nelle intenzioni, pulsante.
Close up sulla riqualificazione:
In particolare s’ è studiato un intervento sulle facciate degli edifici esistenti degli Smithson che mira a dare continuità al passaggio tra esistente e nuova progettazione, rafforzare l’ impatto dell’ intervento verso la città, e contemporaneamente a rendere individuabili le unità abitative ora indistinguibili. Si è pensato perciò ad un “Bow-window Wall”, cioè uno spessore personalizzabile posto sulla facciata che si rivolge all’ esterno della corte, che amplia il singolo alloggio asseconda le necessità , le inclinazioni e le scelte di ogni utente.
Conclusione: i frattali danzanti:
Tutto il progetto elaborato, che finora abbiamo descritto per comodità suddiviso in parti funzionali, sottende un’ idea unitaria di spazio che abbraccia le funzioni collettive, le abitazioni, così come gli spazi verdi e quelli aperti. Ed è quello della frattalizzazione e quindi della gemmazione nelle tre dimensioni di parti analoghe per forma o funzione, le quali si differenzino però man mano in un rapporto scalare dimensionale, attenti a che, dal grande al piccolo, corrisponda una gerarchia interscalare che partendo dal pubblico porti al privato, passando attraverso i suoi stadi intermedi. Così dalla grande corte pubblica si arriva al piccolo patio privato; dal grande verde collettivo al giardino interno; dal servizio alla grande scala alla singola cela abitativa